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Dice: ma come ti è venuta l’idea di fare un sito?

Beh, innanzitutto l’idea mi è stata suggerita dalla mia geniale amicona Maria Teresa Alì, alias Billa18, che me lo ha perfino confezionato su misura ed in un lampo; in secondo luogo perché, così, ho un altro giocherello per trascorrere le mie giornate di “povera pensionata” nullafacente. E non è poco.
In …terzo luogo, ma non in ordine d’importanza (!), perché posso finalmente soddisfare il mio innato bisogno di ricoprire, …ufficialmente, quel ruolo di buffona che la vita mi ha assegnato...

Luciana

 

Una piccola presentazione.

Era l’ultimo esame della mia carriera universitaria e me l’ero preparato proprio bene. Cioè, non è che mi fossi impazzita sui libri… mi ero semplicemente limitata a presenziare alle performances  dei miei amici. Così, avevo notato che lo svolgimento era sempre uguale: l’Assistente poneva la solita domanda di Idrogeologia: ‘mi parli della legge di Darcy’; successivamente si passava sotto il torchio del Prof, che poneva un altro quesito. Ma era importantissimo avere successo nella prima fase dell’esame.

Presi allora tutte le Enciclopedie in mio possesso e le studiai a fondo. Scoprii che l’illustre scienziato aveva sperimentato il moto dei fluidi in un mezzo poroso e ne aveva tratto una formula importantissima. Sviscerai tutto l’argomento con estrema attenzione ed in tutte le sfumature possibili. Andai all’esame spavalda ben sapendo peraltro che, se non fosse andata come speravo, avrei fatto totale scena muta. Mi sedetti e, miracolo!, sentii profferire la fatidica domanda: mi parli della legge di Darcy! Sfoggiai tutto il mio scibile con disinvoltura e sicurezza, tanto che l’Assistente si rivolse al Prof dicendogli: per me è da 30; se vuoi darle la lode, pensaci tu. Oddio, pensai, e mò?

Fu così che mi fu fatta la domanda finale: “Lei è la Geologa di un’immaginaria Impresa che deve realizzare un’autostrada ubicata in un fondovalle, le cui pareti sono a forte rischio di smottamento; quale soluzione potrebbe suggerire?”. Buio pesto! Non avevo la benché minima idea sul da farsi; cercai di prendere un po’ di tempo, per escogitare una risposta convincente ma, rendendomi conto della totale inutilità, mi rassegnai e, sorridendo con sfacciata ironia, detti questa risposta: “Cosa devo dire all’Impresa, Professò? Cercateve n’antra Geologa!”...

 

 

 

 

Geolosofia…

1° lezione: pragmatismo

La geologia, come ben noto, è la scienza che studia la terra; partendo da osservazioni dirette e suffragate da indagini mirate, fornisce la spiegazione di molti dei fenomeni che si sono succeduti nella vita del nostro  pianeta.

Nei primi del ‘900 il noto sismologo/vulcanologo Giuseppe Mercalli elaborò una scala di valori per rappresentare la grandezza di un terremoto, semplicemente osservandone il suo potere distruttivo; un terremoto del 5° grado, per esempio, definito piuttosto forte, è avvertito anche da persone addormentate e causa una caduta di oggetti, mentre uno del 1° grado, definito impercettibile, è segnalato solo dagli strumenti. Con il progredire della scienza e, quindi, della tecnologia, successivamente il geofisico statunitense Charles Richter formulò un’altra scala, basata però su analisi scientifiche, che esprime, in magnitudo, l’energia sprigionata da un terremoto nel punto di frattura della crosta terrestre: il cosiddetto ipocentro. È interessante notare, in questa tabella tratta da Wikipedia, l’aumento esponenziale  delle tonnellate equivalenti di tritolo prodotte da un sisma, a partire da magnitudo 5.

Magnitudo

TNT equivalente

0

1 chilogrammo

1

31,6 chilogrammi

1,5

178 chilogrammi

2

1 tonnellata

2,5

5,6 tonnellate

3

31,6 tonnellate

3,5

178 tonnellate

4

1000 tonnellate

4,5

5600 tonnellate

5

31600 tonnellate

5,5

178000 tonnellate

6

1 milione di tonnellate

6,5

5,6 milioni di tonnellate

7

31,6 milioni di tonnellate

7,5

178 milioni di tonnellate

Anche in Mineralogia, lo scienziato tedesco Friedrich Mohs nel 1812 creò una scala per definire le durezze dei minerali, semplicemente constatando che il Gesso scalfisce il Talco, ma viene scalfito dalla Calcite, che a sua volta è incisa dalla Fluorite e così via . Ma, così come per la sismologia, anche i minerali sono stati studiati con strumenti sempre più evoluti, che hanno permesso di quantizzare le reali differenze tra le durezze dei componenti della scala di Mohs. Anche nella sottostante tabella è evidente il netto aumento dei valori, fra gli ultimi 3: Topazio, Corindone e Diamante.

1 Talco

0,03

2 Gesso

1,50

3 Calcite

4,50

4 Fluorite

5,00

5 Apatite

6,50

6 Ortoclasio

37,00

7 Quarzo

117-120

8 Topazio

175,00

9 Corindone

1.000,00

10 Diamante

140.000,00

C’è una piccola chicca da notare: il Diamante è l’unico elemento chimico, ovvero Carbonio puro, fra i 10 minerali scelti da Mohs.

La Natura non avrebbe potuto esprimersi meglio, …inventando il Diamante: pur se piccolissimo, ha la capacità di trasformare ogni raggio di luce in un mondo di colori… Rarissimo e, quindi costosissimo, nonostante tutto ha un difetto, anzi due: si rompe (ma è una delle sue proprietà fisiche) e sottoposto, nel vuoto, ad una temperatura di circa 1600°C, si trasforma in Grafite. Sì, esattamente quella che si cancella con la gomma… Ambedue, infatti, sono costituiti da C puro ma, diciamo così, uno dei due è figlio, l’altra è figliastra. Insomma, la solita discriminazione sessuale…

Purtroppo non accade il contrario: infatti la Grafite, portata alla temperatura minima vicina allo zero assoluto (-273,15°C),  non ritorna Diamante. Un po’ come accade se mangi merda: non cachi cibo.

Provare per credere.